1.4.13

Aquel por el que llega el escándalo

Después de leer estas palabras de Massimo Cacciari sobre Francisco, encontré esta otra entrevista, también muy interesante, sobre el venerado antecesor.

Nel giorno successivo all’annuncio inaudito di Papa Ratzinger, più voci hanno voluto sottolineare la carica “desacralizzante” di quelle sue dimissioni. “Da un punto di vista strettamente secolare – commenta Cacciari –  è indubbio che l’addio di Ratzinger possa anche essere valutato così. Il Pontefice diventa uno come noi e come tutti, qualcuno che può abbandonare la propria carica, andarsene, rinunciare. Nello stesso tempo, però, quella sua decisione può essere letta come un riattingere al significato autentico del termine ‘sacro’. In un senso più fedele al messaggio delle origini del cristianesimo, in cui non c’è divisione e nemmeno una burocratizzazione che si raccoglie in sé. Il sacro evangelico tutto si dona, non ha tempi e luoghi separati. E, in questo senso, il gesto di Ratzinger potrebbe avere in realtà un significato organico al senso profondo di quella tradizione, e dunque essere esattamente il contrario di una desacralizzazione del suo ruolo. E’ comunque un gesto paradossale, che ‘fa scandalo’ in senso buono. Per questo – aggiunge Cacciari –  lo guardo con ammirazione. Personalmente, sono più propenso a leggerlo come frutto di ‘humilitas’ cristiana, e del riconoscere la propria finitezza, il dolore, l’impotenza. Ma è un modo di ‘tramontare bene’ che sarebbe piaciuto a Nietzsche, il quale diceva di amare ‘coloro che sanno tramontare’. Ma non si può far finta che questo gesto dalla immensa carica innovativa non apra un varco, una breccia in cui potrebbero farsi largo altre innovazioni. Dopo le dimissioni, come non pensare a innovazioni anche più radicali?”.

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